Per Publicis una nuova coppia di direttori creativiSi tratta di Luca Scotto di Carlo, che lascia quindi D’Adda, Lorenzini, Vigorelli, BBDO, e di Vincenzo Gasbarro, fino ad oggi in 1861united. Il via al nuovo corso dell’agenzia è previsto per il prossimo settembre.
Periodo di cambiamenti ai vertici delle agenzie italiane. Dopo la notizia di venerdì scorso dell’uscita di Fabrizio Russo da TBWA\Italia, vi anticipiamo un altro giro di poltrone.
Un mese fa, sempre D’Alv, BBDO ha visto l’uscita di uno dei soci fondatori, Riccardo Lorenzini. Con Luca Lo Presti salito sul podio di comando in qualità di chief executive officer, Bernardo Bellomi nominato direttore generale, Stefano Spadini strategic director e Federico Pepe e Stefania Siani (ex 1861united) chiamati a infondere nuova linfa creativa. E con Giampietro Vigorelli che in molti danno già a Roma a seguire il conto Mercedes. Publicis, dal canto suo, lo scorso marzo aveva vissuto la separazione con il direttore creativo esecutivo Alasdhair Macgregor-Hastie, ora impegnato a Parigi nell’hub creato da Lowe per Unilever. Ruolo che fino ad oggi non è stato rimpiazzato, facendo di Stefano Colombo, dal luglio 2002 creative director/head of art, una figura di riferimento per il reparto.
Fabrizio Russo, socio e chief creative officer diTBWA\Italianonchè amministratore delegato della sede romana di TBWA\Italiae amministratore di Industrial Strange, lascia a fine mese il Gruppo TBWA\Italia dopo sei anni. Era entrato in TBWA\Italia nel marzo del 2002 insieme a Marco Fanfani, amministratore delegato, e in questi anni l’agenzia ha più che duplicato il proprio fatturato. TBWA\Italiacomunicherà a settembre a chi verrà affidata la direzione creativa dll’agenzia. “In questo momento sento una grande malinconia”, racconta a youmark, “perché lascio molti amici e soprattutto Marco Fanfani, a cui sono legato da 25 anni. Di cui gli ultimi sei trascorsi insieme in un’agenzia che abbiamo fatto nascere e crescere e che è passata da quattro a oltre 150 persone. Ma noi creativi siamo fatti così, abbiamo sempre bisogno di nuovi stimoli e sfide”.
“Ringrazio Fabrizio, anche a nome di TBWA\Worldwide, per il grande contributo che ha dato alla nostra crescita e per il lavoro che ha sempre fatto con passione ed entusiasmo e gli auguriamo di avere davanti a sé anni altrettanto ricchi di successi come quelli che abbiamo vissuto insieme” commenta invece tramite una nota Marco Fanfani.
Fabrizio Russo, romano, 49 anni, giurato italiano al Festival di Cannes sia nel 2002 sia nel 2008, prima di ricoprire l’incarico di partner e cco di TBWA\ Italia e amministratore delegato TBWA\Roma, è stato direttore creativo esecutivo in Leo Burnett. Ha vinto numerosi premi tra cui il Leone d’Argento al Festival di Cannes, il Mezzo Minuto d’Oro e il Grand Prix del Radio Festival.
Tutti i risultati qui.
Altri due premiucci per i brief Legambiente e Brandworld Media nella categoria tv.
Nella foto io, Max di Rubba, Claudia Molinari e Flavio Pedazzini.
Il video per Legambiente Il radio abbinato (solo shortlist)
Sono contento:molti dei miei spot preferiti hanno vinto. E’ il caso del cane timido di VW, dell’uomo di cioccolata di Axe, di Skittles e ovviamente del Gorilla. Ci ho preso, peccato non aver scommesso.:)
Mi spiace molto per i film italiani in concorso, soprattutto per Freddy che avrebbe meritato almeno un argento. Peccato davvero.
Alla fine per il grandprix nella categoria Tv c’è stato il pareggio tra il Gorilla e Halo3. Juan Cabral, il miglior copywriter dell’universo conosciuto nonchè direttore creativo di Fallon, quest’anno torna a casa con il grandprix per il Gorilla e con due leoni d’oro, uno per Skoda (la macchina/torta) e uno per Sony Bravia. Che dire? Film come quello del gorilla ti fanno venire la voglia di fare questo mestiere, quelli che dopo aver visto il gorilla ti dicono ” e che cacchio c’entra con la cioccolata?” a volte te la fanno passare. Ci vuole misura, uno stomaco di ferro, tanta voglia e un pò di magia: AbraCabral!
Il grand prix della categoria stampa Meritatissimo: grande idea, grandissimo insight, giusto contenuto di provocazione e innovazione.
Una campagna perfetta. Si è scoperto che la campagna è sostanzialmente identica a una vecchia campagna per nickelodeon. Peccato. L’Italia quest’anno ha preso due leoni d’argento con la bellissima campagna per Voltaren (anche se è stata iscritta sotto le insegne della Svizzera) e con Wella
rispettivamente di Saatchi & Saatchi e Leo Burnett.
Un pò di link per il festival di quest’anno, annunciato come il più grande di sempre.
Un interessante articolo e un video su Advertising age, pronostici e aggiornamenti sul blog di Taddeucci, le aspettative degli italiani, le polemiche preventive e i lamenti.
Spero che quest’anno l’Italia riesca a portare a casa qualche bel leone, quest’anno si può fare.
I miei favoriti per la tv: Cadbury/Gorilla, Freddy/100 meters, il cane timido di VW e la bicicletta che esce di notte di Orange..
Per il grand prix tifo Juan Cabral che se la gioca contro Halo3.
Gomorra di Garrone vince il gran premio della giuria. Paolo Sorrentino vince il premio della giuria con Il Divo. L’immenso Tony Servillo non vince la palma come miglior attore, sconfitto da Benicio Del Toro. Prevedibile. Che Guevara contro Andreotti. Non c’è partita. Sono contentissimo. Poi dice che gli italiani non vincono mai a Cannes.
Pat Fallon chiede a tutti i creativi che sono passati per le sue agenzie di consegnare qualcuno dei premi che hanno vinto con la Fallon. Hanno aderito già in un centinaio. Si tratta dei migliori creativi del pianeta. Un operazione divertente, un modo molto “figo” di ribadire la qualità creativa dell’ agenzia.